Lettura portfolio perché nella moda e nell’advertising secondo Carla Pozzi

Come professionista nella fotografia di moda e advertising da diversi anni, che cosa pensi della lettura portfolio quale momento di confronto fra agente e fotografo? 

Da trent’anni esamino portfolio dei molti fotografi che si propongono e chiedono consigli. La “lettura” è un confronto diverso e prezioso, un’analisi degli spunti, dei temi sviluppati, oltre che dei trattamenti, della tecnica, dei tagli, della luce, delle prospettive. E’ un approfondimento sull’approccio all’immagine, anche una valutazione della sua applicazione nei diversi ambiti commerciali. E’ anche un vis à vis più significativo e non superficiale, non un giudizio, guai se lo fosse.

In quali casi la lettura si trasforma in vero e proprio momento di scouting di nuovi fotografi? 

Talvolta la lettura e la comprensione sincera della direzione verso la quale il fotografo si proietta e dalla quale non si può prescindere, può, anche se non nell’immediato, dar luogo a momenti di collaborazione, si possono sviluppare progetti in linea con la creatività del professionista.

Puoi raccontarci in poche righe un episodio che ritieni significativo che ti è accaduto in occasione di una lettura in questi anni?

Molto recente, con una fotografa che pur avendo talento e creatività, pur avendo lavorato nella moda, con buone capacità tecniche, non ha avuto negli anni interlocutori che ne capissero il possibile sviluppo ad un livello più alto, ma si limitavano a replicare quanto già visto,  un po’ frustrante. L’abbiamo seguita per un anno, facendo un editing capillare di tutto il lavoro realizzato negli anni, completandolo e arricchendolo con giornate di test, seguite come se fosse un vero lavoro, studiando moodboard adatti ai suoi trattamenti, dove la professionista ha potuto esprimere le sue potenzialità, non limitata da richieste “miopi”. La sua presentazione è radicalmente cambiata.

Che cosa ti piacerebbe vedere in questa lettura che non hai ancora mai visto? 

Ormai si è visto molto, se non tutto. Mi piacerebbe NON vedere repliche o modeste copie. Copiare si fa, non solo dalle foto anche dalla pittura, dal cinema, ma si sceglie chi e come copiare, mai a caso o solo per cavalcare l’onda del momento. La personalità, il gusto sono tutto in questo lavoro, non senza il sentire, il vedere l’altro, la sincerità.

  • Glenda Cinquegrana
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